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Ci vediamo in Tribunale! Oppure in Mediazione?

by admin

ARTICOLO DEDICATO AGLI ADR (METODI ALTERNATIVI DI RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE). PARLIAMO DI MEDIAZIONE E LO FACCIAMO CON UN OTTIMO ARTICOLO A DUE MANI, DEGLI AVVOCATI ANA UZQUEDA (mediatrice dal 1994) e FILIPPO MARTINI

In questo articolo cercheremo di comprendere che cosa sia la “mediazione delle controversie” e perché tale istituto (alternativo ai lunghi e costosi processi avanti ai Tribunali) sia estremamente più conveniente sia per i privati, che per le imprese.
Poniamo alcune premesse fondamentali. La situazione di emergenza sanitaria sta provocando un impatto molto negativo sui rapporti giuridici civili e commerciali.
Con una serie di inadempimenti a catena, cittadini, commercianti e imprenditori si ritrovano in situazioni che richiedono soluzioni veloci ed economiche, che proprio per questo motivo non potranno essere demandate ad un sistema di giustizia già sofferente.

Le imprese hanno urgente bisogno di trovare soluzioni tempestive, creative e sostenibili, in situazioni di elevata tensione emotiva e di risorse scarse, ma quali sono i tempi della giustizia oggi?
L’Italia subisce il più alto numero di condanne comminate dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo, per violazione del diritto al processo in tempi ragionevoli. La lentezza nella definizione dei processi civili pendenti rappresenta per i nostri cittadini la perdita di 2,5 punti PIL, circa 40 miliardi di euro (Fonte: Studio Cer-Eures «Giustizia civile, imprese e territorio»)

Infatti, il tempo medio per arrivare ad una sentenza civile nel nostro Paese è di 882 giorni, mentre in Spagna è di 510 giorni, in Germania di 429 giorni e in Francia 395 giorni

In attesa dell’auspicata riforma organica che possa riportare il sistema giustizia ad un giusto equilibrio, quali strade hanno oggi i cittadini e gli imprenditori per affrontare le controversie?
Senza dubbi la mediazione civile e commerciale, istituto introdotto a livello normativo nel 2010 ma ancora purtroppo sconosciuto per la maggior parte delle persone.

La mediazione è un procedimento di natura negoziale, in cui un professionista (in genere avvocato, commercialista o geometra o ingegnere  a seconda della questione trattata) appositamente formato e competente in materia, interviene come terzo imparziale e in un contesto tutelato dalla riservatezza, per comprendere gli obiettivi e le esigenze delle parti onde aiutarle a trovare un punto di equilibrio sostenibile, tale per cui l’accordo risulti conveniente a tutte. La mediazione è in sintesi un’opportunità in più che le parti hanno (dopo avere tentato le trattative dirette) e si dannok prima di addivenire al contenzioso in sede giudiziale che molto spesso è un percorso ad ostacoli quasi irreversibile in cui il conflitto (già aspro) assume dimensioni esplosive. Pensiamo a qualche esempio. Il caso delle locazioni.

Il 51,4 % degli affitti a rischio morosità?
Come ripartire in equilibrio?

Diversamente da quanto deciso per i mutui, ambito nel quale è stato adottato uno specifico meccanismo di moratoria, nel caso degli affitti non sono state previste misure per affrontare le difficoltà derivanti dalla morosità causata dal lockdown.
Di fronte a questo scenario e alla scarsità di risorse, ci sono tutte le premesse per l’insorgenza di liti a catena, cosa che gli avvocati stanno già verificando nella prassi.

Ma i Tribunali rappresentano la migliore scelta per trovare una soluzione?
Se l’inquilino non paga, il proprietario dovrà comunque versare le imposte fino allo sfratto. Dato che i tempi della giustizia, tra i più lunghi in Europa, sono ulteriormente dilazionati a causa della pandemia, la risposta è sicuramente negativa nella maggior parte dei casi.
Anche per l’inquilino la situazione è delicata, in quanto la morosità porta allo sfratto, e sia che si tratti di un contratto d’affitto per un immobile a uso commerciale che residenziale, esso sarà comunque tenuto al pagamento dei canoni e in più dovrà affrontare ulteriori spese per il giudizio che faranno lievitare ulteriormente il debito.
Nelle locazioni commerciali le prospettive sono ancora più negative, sia per il proprietario che per l’inquilino, perché nel caso di giudizio, oltre alle spese e ai tempi , entrambi dovranno affrontare le conseguenze del Post-Covid: la difficoltà di trovare altri inquilini e anche di vendere l’immobile, oltre l’obbligo di continuare a pagare le tasse per il primo, e il rischio di chiusura delle attività e della perdita di eventuali licenze per il secondo.
Queste situazioni, si stanno verificando non solo in Italia, ma anche a livello internazionale come conseguenza della pandemia.

La risposta ottimale in tutto il mondo risiede nella RI-NEGOZIAZIONE DEI CONTRATTI.

Quali sono le sedi per rinegoziare?
Oltre alla possibilità di rinegoziare in maniera diretta, senz’altro la mediazione civile rappresenta l’ambito ideale per affrontare queste problematiche, per una serie di motivi: tempo, costi, efficacia degli accordi raggiunti e vantaggi fiscali, oltre alla conduzione delle negoziazioni a carico di un professionista appositamente formato per assistere le parti e i loro avvocati: il mediatore civile e commerciale.

Quanto tempo richiede una mediazione?
Dalla presentazione della domanda, l’Organismo fissa il primo incontro entro poche settimane, il tempo necessario per fare pervenire l’invito all’altra parte. Le parti potrebbero trovare subito un accordo oppure concordare un rinvio per definire la questione. Nel caso di sfratto per morosità, per rimanere all’esempio sopra portato, il tentativo di mediazione non è obbligatorio ma una mediazione volontaria potrebbe permettere alle parti di risparmiare tempo e denaro successivamente (nel caso di sfratto per morosità e relativa opposizione da parte dell’inquilino, il giudice disporrà il cambio di rito e l’invio – in questo caso obbligatorio – in mediazione, con un allungamento dell’iter giudiziale di circa 4 mesi: praticamente nulla rispetto alla durata mediaz di un contenzioso).
Il proprietario potrebbe avviare la mediazione volontaria nel caso di mancato pagamento per tentare di trovare un accordo e mantenere il contratto di locazione.
Per questi motivi senz’altro un tentativo volontario di mediazione potrebbe comportare una scelta strategica, anche rispetto all’eventuale fase giudiziale nel caso di mancata partecipazione della controparte, mancata prosecuzione o mancato accordo.

La mediazione potrebbe essere avviata anche dall’inquilino?
Sì, la mediazione potrebbe essere avviata sia dall’inquilino che dal proprietario.
L’inquilino potrebbe ad esempio avviare la mediazione per negoziare la riduzione del canone e tentare di evitare uno sfratto.

La mediazione si può fare anche online?
Sì, se l’Organismo di mediazione possiede un regolamento autorizzato dal Ministero di Giustizia per svolgere in maniera efficace le mediazioni on-line, e se tutte le parti prestano il consenso per svolgere la procedura in via telematica.

E quali sono i costi?
I costi sono contenuti e predefiniti in base alle tabelle ministeriali. La cosa interessante è che prima di pagare, l’Organismo di Mediazione organizzerà un incontro informativo gratuito (si pagano soltanto le spese di segreteria obbligatorie, ammontanti a poche decine di euro) e le parti decideranno in tale sede se proseguire oltre e in questo caso pagare l’indennità di mediazione (si tratta sempre e comunque di importi molto bassi specie se confrontati ai costi di contenzioso) oppure se avviare o attendere una istanza in sede giudiziale.

La mediazione ha una durata massima, come previsto dalla legge, di 3 mesi.

Ma oltre ai costi certi e contenuti (non ci sono sorprese, ogni partecipante saprà esattamente quanto spenderà in una procedura), la mediazione presenta altri vantaggi:

-la possibilità di trovare soluzioni “su misura”. Nei tribunali, i giudici devono applicare soluzioni basate sulle leggi ma non possono prendere in considerazione altre esigenze delle parti che sfuggono dalla tutela giurisdizionale, come ad esempio, in una divisione ereditaria, le preferenze che gli eredi potrebbero avere su determinati beni. In un tribunale (giustizia “distributiva”) il magistrato decide se assegnare un bene a Tizio, o Caio (le parti in contesa) senza fantasia e senza margini di manovra ulteriore. In mediazione, il bene potrebbe essere assegnato ad un terzo, magari Sempronio figlio di Caio, con affido in gestione a favore di Caio e partecipazione agli utili di Tizio (per fare un esempio). In mediazione, gli accordi rispecchiano pertanto gli interessi e necessità di ogni persona (e sono il segreto per il mantenimento degli accordi nel tempo). In mediazione gli accordi non sono imposti, bensì il frutto di un ragionamento condotto dal mediatore con le parti (in sessioni plenarie e separate con ciascuna di esse). Il mediatore interviene come negoziatore esperto e profondo conoscitore delle dinamiche conflittuali interpersonali.

Efficacia di titolo esecutivo degli accordi
Una volta raggiunto l’accordo, questo ha efficacia di titolo esecutivo (nelle mediazioni obbligatorie, con l’attestazione degli avvocati, e nelle volontarie che non richiedono necessariamente l’assistenza degli avvocati, nel caso di omologa giudiziale). Tuttavia, anche nelle mediazioni volontarie le parti potrebbero farsi assistere dai legali per avere subito un titolo con efficacia esecutiva.

Quali sono le mediazioni che possono svolgersi in maniera volontaria?
I recuperi credito, le controversie che nascono da contratti, franchising, conflitti con fornitori e clienti, controversie tra soci e tutte quelle che non rientrano nell’elenco di quelle previste nella legge (quelle obbligatorie sono le liti in materia condominiale, divisioni, successioni, responsabilità medica e sanitaria, diritti reali, controversie in materia bancaria, finanziaria e assicurativa, patto di famiglia e risarcimenti per danni di diffamazione a mezzo stampa).

Vantaggi fiscali

Come previsto nel D.lgs. 28/2010, in caso di esito positivo della procedura di mediazione:
– Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
– Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza di € 50.000. Questo permette un risparmio che va dai 1.000 ai 4.500 euro a seconda dei casi. – Ognuna delle parti beneficia di un credito d’imposta sulle indennità fino a concorrenza di € 500 nel caso di accordo. Tuttavia, ancora non è stato emanato il Decreto attuativo per l’applicazione di questo ultimo punto. I primi due sono già operativi.

AVVOCATO ANA UZQUEDA
AVVOCATO FILIPPO MARTINI
Mediatori professionisti

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