Mostra a cura di Alighiera Peretti Poggi e Oriana Orsi – Imola, Museo San Domenico
Inaugurazione venerdì 17 luglio, ore 18, Alle ore 21 concerto inaugurale in collaborazione con Emilia Romagna Festival
In occasione dei 100 anni dalla nascita dell’artista bolognese Wolfango, il Museo San Domenico di Imola presenta la mostra “Natura in posa. Le stagioni di Wolfango”, a cura di Alighiera Peretti Poggi e Oriana Orsi. La mostra è organizzata all’interno della rassegna “100 Wolfango – Wolfango 100”, manifestazione che coinvolge musei e luoghi di cultura della città metropolitana con 500 giorni di eventi per raccontare la personalità poliedrica di Wolfango e i suoi 80 anni di lavoro in cui ha attraversato diversi linguaggi espressivi, dal disegno alla pittura, fino all’illustrazione, la grafica e la scultura.
“Siamo felici di ospitare nei nostri musei civici una mostra dedicata al genio di Wolfango – afferma l’Assessore alla cultura, Giacomo Gambi –, un appuntamento che ci connette a molte altre realtà della Città metropolitana con un ricco cartellone di eventi celebrativi del centenario della nascita. Per tre mesi avremo il piacere di ammirare alcune fra le più celebri opere dell’artista bolognese, noto nel suo territorio e all’estero per l’estro creativo e la capacità di utilizzare linguaggi stilistici diversi, e perderci nei tanti dettagli che rendono vive le sue creazioni”.
Inaugurazione venerdì 17 luglio alle ore 18 con ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. A seguire, alle ore 21, il chiostro del Museo San Domenico ospiterà il concerto “Wolfango/Vivaldi: Le quattro stagioni” con il Quintetto de “I Virtuosi della Cappella Sansevero”. L’evento musicale si svolge in collaborazione con Emilia Romagna Festival. Biglietti su Vivaticket.
La mostra sarà visitabile fino al 4 ottobre negli orari di apertura del Museo San Domenico, con ingresso compreso nel biglietto che dà accesso alle collezioni d’arte civiche e al Museo Giuseppe Scarabelli. Il 3 ottobre (ore 17) Oriana Orsi, conservatrice di Imola Musei e co-curatrice della mostra, accompagnerà i visitatori in una visita guidata.
“L’esposizione a Imola dei meravigliosi tondi che rappresentano le quattro stagioni – aggiunge il Direttore di Imola Musei, Diego Galizzi – è quasi una citazione di una memorabile mostra tenutasi una decina d’anni fa a palazzo d’Accursio a Bologna. Di queste opere – tra le più celebri della produzione del maestro – Eugenio Riccòmini ha messo in luce il grande valore poetico e addirittura musicale. Accompagnare l’apertura della mostra con un concerto serale dedicato alle Quattro Stagioni di Vivaldi, per il quale ringraziamo molto ERF per la collaborazione, ha quindi un preciso significato e sarà per i visitatori un’esperienza culturale totalizzante”.
In mostra quattro grandi rappresentazioni naturalistiche raffiguranti fiori, frutta, verdura e piccoli insetti, realizzate nei primi anni ’90, in cui il pittore si è misurato con un tema molto caro all’arte antica: quello della raffigurazione del passare del tempo attraverso le stagioni. Così la primavera è rappresentata attraverso i petali e le foglie arricciate di rose bianche, gialle e rosa, l’estate è un trionfo voluttuoso di frutta e ortaggi. L’autunno ha i colori e il sapore di uve, funghi e castagne, mentre l’inverno racchiude in un tondo tutto il profumo delle arance, dell’aglio e lo scrocchiare delle noci. Come un pittore seicentesco, nelle sue stagioni Wolfango riprende la grande tradizione della cultura figurativa barocca della “vanitas” che esalta l’incombenza della finitezza della vita. Così le rose raffigurate sfioriscono, i frutti deperiscono, consegnandoci contemporaneamente allo stupore e allo smarrimento.
“Wolfango 100 – 100 Wolfango – spiega Alighiera Peretti Poggi, figlia di Wolfango e curatrice della rassegna a lui dedicata – è un progetto che si dipana toccando almeno 20 luoghi della cultura, grazie a proficue relazioni con le istituzioni locali. L’attività di Wolfango, durata 80 anni, viene testimoniata grazie alle innumerevoli opere, alcune delle quali inedite, che escono dalla sua casa-studio, un vero e proprio scrigno d’arte, oggi riconosciuta dalla Regione come uno dei luoghi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna. Sono molto orgogliosa di questa mostra imolese, che presenta opere molto importanti di mio padre. Voglio ringraziare per questo il Comune, Imola Musei e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa”.
Accanto alle quattro grandi tavole dipinte a pastello saranno esposti anche alcuni disegni di fiori: su tutti quello di una grande peonia che sembra aprirsi sotto gli occhi dei visitatori mostrando tutta la variazione di un unico colore, un rosa tenue, che Wolfango dispiega in un’infinita gamma di sfumature.
Wolfango Peretti Poggi (Bologna 1926-2017) è stato un artista a tutto tondo, in grado di affrontare tecniche e tematiche diverse, dall’illustrazione, alla scultura, alla pittura, mantenendo il disegno come guida costante della sua attività artistica.
Venne avviato all’arte da uno zio pittore, Giuseppe Mazzotti, ma la sua formidabile capacità di disegnatore fu in larga parte frutto di una vocazione innata. Amava dire: “Sono un vocato, ho cominciato con il liquido amniotico di mia madre e sono nato con una falange soprannumeraria: il lapis”. Dopo gli studi classici e la facoltà di medicina, si dedica interamente alla sua passione per l’arte e i suoi innumerevoli linguaggi espressivi. Le sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private





















