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COSA FARE IN CASO DI ESPROPRIO?

L’espropriazione della proprietà immobiliare è senza dubbio l’azione più invasiva della sfera privata che un proprietario immobiliare possa subire, anche rispetto ad una “occupazione abusiva” in quanto, per lo meno, in tal caso, si ha la certezza di subire un abuso che la legge deve (dovrebbe) tutelare appieno. Infatti l’esproprio, per il fatto stesso che avviene seguendo le norme di legge e, quindi, appare pienamente legittimo, se pur finalizzato alla realizzazione di un’opera pubblica o di pubblica utilità, non è compreso fino in fondo né gradito dal proprietario, in particolar modo se il bene sottratto non viene equamente indennizzato. La realizzazione senza scrupoli di opere pubbliche, verificatesi in tutta Italia nell’ultimo cinquantennio, ha generato un’infinità di contenziosi, occupazioni illegittime e/o quant’altro possa gravare sul pieno e sano godimento di una proprietà privata.
La nostra associazione è sempre vigile sulla realizzazione di opere pubbliche che intaccano la proprietà privata, conscia della necessità e dei benefici che le stesse portano sul territorio, ma, al tempo stesso, cercando di contribuire, con gli enti preposti, alla individuazione di soluzioni meno impattanti sulla proprietà e sul territorio stesso, che consentono la realizzazione delle opere pubbliche o di pubblica utilità volte al servizio della collettività, ma che non debbano incidere modo indiscriminato sui proprietari immobiliari.
Il legislatore attento ha previsto una via di fuga che l’ amministrazione può percorrere per sanare il “malfatto”: il dettato normativo è contenuto nell’art 42 bis del DPR 327/01. La norma prevede che un proprietario a cui è stato occupato illegittimamente un bene può richiedere la restituzione ad integrum del bene stesso o l’acquisizione, sanate da parte dell’amministratore che ha commesso l’illecito, previo indennizzo del valore venale del bene e il risarcimento del danno non patrimoniale nella misura del dieci per cento del valore venale.
Quanto detto, ovviamente, non è il procedimento ordinario, bensì un aspetto patologico della procedura amministrativa. Questo richiede professionalità specifica e la giusta attenzione nel rendere edotti i proprietari dei loro diritti. Attivare le procedure corrette per tutelare i propri interessi, finalizzate al giusto ristoro o la restituzione dei beni sottratti, senza false illusioni o attese speculative. In modo chiaro, garantendo all’utente una visione trasparente della problematica, per difendere i propri interessi.

Avv. Filippo Martini
Delegato Confabitare Imola e circondario

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