Il contratto di locazione a canone concordato si distingue dal tradizionale contratto di locazione libero in quanto il canone viene determinato attraverso un accordo tra proprietari ed inquilini, con alcune specificità che di seguito indicheremo.
Questo sistema ha lo scopo di stabilire un canone che sia equo per entrambe le parti, tenendo conto delle condizioni economiche e sociali della zona in cui si trova l’immobile. Il canone concordato, infatti, si applica in territori in cui sono stati definiti degli accordi territoriali specifici tra i sindacati dei proprietari e quelli degli inquilini, che stabiliscono una fascia di prezzo massima per l’affitto. Detti accordi vengono poi pubblicati sugli albi pubblici presso le aree metropolitane e comuni e le associazioni di categoria che hanno firmato gli accordi, sono anche chiamate ad asseverare le schede di attestazione di conformità dei beni immobili locati, ai fini della loro piena validità come contratti locatizi a canone concordato.
Il principale vantaggio per il locatore risiede nella certezza di una locazione regolare e a lungo termine. Inoltre, il contratto a canone concordato prevede, a favore del locatore, una detrazione fiscale significativa, che permette di ridurre l’imposizione sul reddito derivante dalla locazione dell’immobile. Gli sgravi fiscali variano a seconda della durata del contratto e della zona geografica in cui si trova l’immobile, ma rappresentano un incentivo importante per i proprietari. Per gli inquilini, il contratto a canone concordato offre un’ottima opportunità di accedere a un alloggio con un canone contenuto rispetto ai (soprattutto attuali) canoni di mercato. Ciò è particolarmente vantaggioso per le famiglie a basso reddito, i giovani studenti e i lavoratori precari, che in molte città italiane fanno fatica a trovare abitazioni a prezzi sostenibili (notizie di questi giorni, a Milano, una camera a 1.450 euro. Non meglio Bologna, a 1.300).
Inoltre, detto contratto prevede una durata minima di 3 anni con rinnovo automatico di 2 (eccettuati casi molto specifici), il che garantisce una certa stabilità e sicurezza all’inquilino.
Nonostante i benefici, questa tipologia di contratto presenta anche alcune criticità. In primis, la scarsa diffusione di contratti di locazione a canone concordato in molte aree del Paese. La sua applicabilità è legata alla presenza di accordi locali tra le associazioni, che non sono sempre attivi o aggiornati in tutte le città. Questo comporta una certa disomogeneità nella disponibilità di tali contratti, con la conseguenza che in alcune aree, soprattutto nelle grandi città, il canone concordato non è un’opzione facilmente reperibile.
Inoltre, l’importo del canone concordato, sebbene inferiore rispetto a quello di mercato, non sempre riesce a rispondere in modo soddisfacente alle esigenze economiche dei locatori, specialmente in zone dove il valore immobiliare è aumentato in modo consistente negli ultimi anni. In tali contesti, i proprietari potrebbero trovarsi a preferire contratti liberi che consentono un margine di introito maggiore, anche a copertura della tassazione e spese di conservazione dell’immobile. In definitiva, il contratto di locazione a canone concordato rappresenta una valida soluzione per affrontare l’emergenza abitativa, con un equilibrio tra le esigenze dei proprietari e quelle degli inquilini. Sebbene non privo di difficoltà, esso offre numerosi vantaggi che possono migliorare la qualità della vita di chi affitta e di chi è in cerca di un’abitazione a prezzi sostenibili.
Per maggiori informazioni, contattateci, in quanto Confabitare è una delle associazioni che ha sottoscritto gli accordi territoriali ed è pertanto legittimata, ad asseverare tali contratti.
I VANTAGGI DEI CONTRATTI DI LOCAZIONE A CANONE CONCORDATO
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