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LA TECNICA DEL GUAZZO

La tecnica del Gouache o “Guazzo” nasce in Italia nel ‘500 e viene diffusa poi dai francesi nel ‘700. Il pigmento è della stessa natura della tempera, ma integrato con gesso o biacca bianca e gomma arabica. Si differenzia dall’acquerello perché è più opaca mentre l’acquerello è trasparente. Permette di avere tinte più consistenti e rendere più chiari i coloro scuri. I colori hanno un aspetto satinato e perlaceo grazie all’utilizzo di preziosi pigmenti. I pennelli sono quelli per acquerello così come la carta, perché si lavora sempre colori bagnati, quindi necessita di un buon assorbimento dei liquidi.
L’aspetto perlaceo una volta asciutti si avvicina molto ai colori a olio.
Proprio per questo suo aspetto perlaceo e coprente nel XIX secolo veniva impiegata per la realizzazione dei cartelloni pubblicitari e scenografie.
Si usava nella stesura do bozzetti per poi preparare grandi lavori ad olio. Nei palazzi rinascimentali i grandi pittori decoratori italiani la utilizzavano per gli abbozzi degli affreschi.
È una tecnica tranquilla, per chi vuole prendersi il tempo di rimaneggiare la propria opera schiarendo o scurendo il colore, sia liquido che pastoso, è plasmabile, si adatta alla nostra mano. È una tecnica versatile e concede di sbagliare ma anche di intervenire per correggere l’errore a differenza ad esempio dell’acquerello. Può dare grande soddisfazione e come l’acquerello non richiede grandi ausiliari se non un po’ d’acqua, quindi è l’ideale per trascorrere qualche ora rilassata durante le tanto attese ferie.

ARTÈ DI ISABELLA ALPI