Da qualche tempo, una notizia ha “scosso” il movimento tennistico imolese: il noto maestro Riccardo Zardi ha scelto di trasferire la sua attività dal circolo Cacciari all’Asbid Imola.

Per i non appassionati potrebbe apparire una “breaking news” di poco conto, come ce ne sono tante durante l’estate, ma in realtà il “retrogusto” di questo accordo tra Asbid e il maestro Zardi, ha il sapore concreto di una decisa “linea d’azione” dell’Asbid stessa, invero quella di alzare l’asticella a livello tecnico e di esperienza, inserendo nel proprio “motore” un maestro di prima scelta.
Tra l’altro, non è un mistero il fatto che, storicamente, sono stati rarissimi i casi di un passaggio diretto tra Cacciari ed Asbid e questo dato rende ancor più interessante la notizia.
Per conoscere meglio il maestro Zardi, carpendone la carriera ed i migliori risultati sia da allenatore che da atleta, è essenziale porgli alcune semplici domande in questa intervista in esclusiva su Imola.it.

Riccardo Zardi, innanzitutto, inizia per Lei una nuova avventura come tecnico all’Asbid Imola: emozioni?
“Sì, in effetti ho cambiato Società e sono passato dal Cacciari, dove ho lavorato negli ultimi due anni, all’Asbid sempre ad Imola. Al Cacciari mi son tolto tantissime belle soddisfazioni, come ad esempio il titolo nazionale conquistato con i ragazzi dell’under 12 per il trofeo Coni. Le fasi finali son state organizzate in Basilicata e, dunque, ho viaggiato coi ragazzi fin là per poi poter esultare con loro per un risultato a dir poco eccezionale per Imola.
Ora ho deciso di passare all’Asbid, accettando la proposta tecnica di quella Società che ha colpito il mio interesse con un programma tecnico ed organizzativo particolarmente interessante.
Devo ringraziare i tecnici dell’Asbid Massimo Contarini ed Andrea Marcorello che mi hanno convinto a fare questa scelta”.
Classe 1974, imolese doc, Zardi che tipo e livello di qualifica può vantare come tecnico?
“Sono un maestro nazionale FIT, quindi maestro nazionale della Federazione Italiana Tennis e Professional PTR. Insegno tennis dal 1997, con le prime lezioni al Cacciari dove lavorai fino al 2003, poi per un periodo al Molino Rosso, quando ancora c’erano i campi da tennis. Dopodichè passai al Casatorre di Castel San Pietro Terme. Al termine di quella esperienza decisi di mettermi in proprio aprendo la mia scuola a Zolino, dove partii da zero. Avevo a disposizione due campi (all’inizio, ridotti pure male, prima della riqualificazione con tanto di copertura) e in 15 anni riuscii a creare un giro di circa un centinaio di atleti. Anche in quegli anni mi tolsi parecchie soddisfazioni e gratificazioni, considerando che da quella scuola “nacquero” tennisti che poi sono arrivati alla seconda categoria, come ad esempio Baldisserri e Falconi, solo per citarne alcuni. Negli ultimi anni ho nuovamente lavorato al Cacciari, prima di questa ultima svolta della mia carriera con il passaggio all’Asbid”.

Ma Riccardo Zardi non è solo un ottimo allenatore, perché non si può dimenticare la sua carriera da tennista:
“Da under 12 mossi i primi passi nel tennis, ma poi scelsi di giocare a calcio e, tra una cosa e l’altra, abbandonai la racchetta finchè, a 22 anni, quasi per scherzo, tornai ad allenarmi seriamente e, in 5 anni passai da “NC” alla categoria “2.5” nella classifica federale. Niente male, quel periodo. Purtroppo, però, i sempre più assidui impegni lavorativi ebbero il sopravvento e fui costretto ad abbandonare la “carriera” che, essendosi sviluppata in pochi anni, non ebbe sbocchi internazionali come attività e gare. Nel complesso, comunque, sono felice di aver conquistato 9 tornei tra 4a categoria, 3a categoeia e Open”.
Al di là del tennis, nel poco tempo libero, cosa La appassiona maggiormente?
“Tra i miei hobby preferiti c’é motociclismo che mi piace tantissimo: infatti posseggo una moto e appena posso, salgo sui nostri passi di montagna con la moto, perché questo mi permette di staccare da tutto e da tutti. In quelle salite, mi ritrovo solo dentro al mio casco col rumore della mia moto e sto bene. Anche perché quando arrivo sulla Raticosa o sul Muraglione, incrocio parecchie moto ed incontro un sacco di motociclisti con cui passo bei momenti. A me piace molto questo hobby. Poi lo sport: seguo con passione il calcio, il basket, chiaramente il tennis, insomma, mi piace osservare lo sport in tv”.

Anche in virtù dell’ultimo cambio societario, quali obiettivi si pone per la stagione in arrivo?
“Come obiettivo stagionale principale, chiaramente, mi son posto quello di far bene all’Asbid, non tanto (o non solo) come risultati, ma come gestione dei tennisti che ancora non conosco bene. Cioè, farò in modo che gli agonisti seguano una programmazione tecnica e fisica adeguata, partecipando a diversi tornei al loro livello, perché senza giocare partite si migliora molto meno. All’Asbid mi occuperò prevalentemente del settore agonistico insieme ad Andrea Marcorello, dunque, potrò avere il polso direttamente della crescita dei tennisti durante la stagione. Durante l’anno apriremo e seguirò anche dei corsi serali di tennis per adulti che, al momento, sono in via di definizione. Tra l’altro, un giorno a settimana mi recherò al circolo di Medicina per dar seguito alla collaborazione tra i due circoli: anche in questo caso, seguirò prevalentemente la crescita del settore agonistico”.

Per Imola.it
Carlo Dall’Aglio






















