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Panetti e Martelli nella storia!

C’è una storia che va raccontata a gran voce!

E’ la storia di Emanuele Panetti e di Lorenzo Martelli.

E’ una storia che parla di pallamano nazionale e di due giovani di Mordano che hanno scelto di dedicarsi da anni alla carriera di allenatore di pallamano e che si stanno facendo notare a livello nazionale.
E’ una storia che prende spazio all’interno dei campionati nazionali under 16 a Chieti, in Abruzzo, con le fasi finali tra le migliori 16 formazioni italiane di categoria. Tra cui anche Hc Imola e Faenza che hanno chiuso rispettivamente al 13° e all’8° posto.

E’ una storia che ha vissuto ieri un momento epico per i due protagonisti, ma anche per l’ambiente della pallamano nostrana.

Emanuele Panetti, classe 1992. ha alzato al cielo lo Scudetto under 16 con il suo Merano che bissa il successo dell’anno scorso nelle finals under 15 a Riccione.

Lorenzo Martelli, classe 1998, si deve accontentare di un comunque importante 2° posto con il suo Albatro Siracusa, al culmine di un lungimirante progetto triennale nel settore giovanile siciliano di cui il tecnico è stato ideatore, promotore e protagonista.

Si respira grande orgoglio per due ragazzi nati e cresciuti a pane e pallamano sul campo di via Moro, indossando la casacca del Romagna con cui hanno calcato anche i campi di serie A1 e, Panetti, pure quelli delle Coppe Europee. Appese le scarpe al chiodo nonostante la giovane età, per entrambi il grande sogno professionista, lontano da Mordano.
E questa finale nazionale è un picco pazzesco per la carriera di entrambi, anche se Panetti, contemporaneamente, si sta giocando anche la finale scudetto di serie A1 contro Conversano degli altri mordanesi Tarafino (in panchina) e Bulzamini (in campo). E senza dimenticare che nella stagione 2025/2026 sarà l’head coach di Merano in serie A Gold.

Questi i loro commenti a caldo, appena finita la finale.

Emanuele Panetti, per il tuo Merano una cavalcata straordinaria con una finale giocata a livelli altissimi e vinta meritatamente!
“La pressione era tanta, perché ripetersi sempre è difficile: forse quello ha messo un po’ d’ansia in alcuni dei miei ragazzi. Nell’intervallo io ero sereno e, con sorriso, gli ho ricordato quanto siamo forti e “tac” è scattata la scintilla. Siamo usciti e abbiamo giocato la nostra pallamano e si è visto!”

Quanta soddisfazione nel vedere i risultati di un ottimo lavoro pluriennale con un gruppo al secondo scudetto consecutivo?
“La soddisfazione è enorme, per il risultato sì, ma, soprattutto, per la crescita individuale: all’inizio dell’anno ho parlato con quelli che avevano giocato meno dicendogli che dovevano crescere loro per aumentare il nostro livello. Loro hanno lavorato tanto e ci siamo presentati a queste finali con la rosa più lunga: su una finale così conta e molto!”

Una finale che ha parlato romagnolo e nello specifico mordanese: che emozioni hai provato a dividere la scena con Martelli?
“È stato strano, perché prima della partita siamo stati insieme a parlare io e Lorenzo, cosa che non faccio mai. Anche durante la partita ogni tanto ci scambiavamo sguardi, anche un po’ di sfida ed era bella come cosa! Mi sono divertito molto! Lorenzo a Siracusa ha fatto davvero un bel lavoro e in finale mi ha messo in difficoltà, ma per fortuna poi la qualità della mia squadra è uscita e abbiamo portato il titolo a Merano!”

Lorenzo Martelli, per il tuo Siracusa una cavalcata straordinaria conclusa con una finale giocata a testa alta quasi fino alla fine!
“Sicuramente abbiamo giocato la partita contro i più forti d’Italia. Penso che siamo stati l’unica squadra ad impensierirli realmente per 40 minuti. Poi la superiorità dell’avversario, anche per un calo fisico nostro, è stato abbastanza importante. Però siamo super orgogliosi di quello che abbiamo fatto e questo, sicuramente, è un punto di partenza”.

Quanta soddisfazione nel vedere i risultati dell’ottimo lavoro di questi anni?
“Abbiamo iniziato tre anni fa questo progetto che proseguirà nei prossimi anni. L’appoggio della Società è stato fondamentale per la programmazione e penso che nei prossimi anni sicuramente torneremo. L’obiettivo è rimanere regolarmente su questi palcoscenici nei settori giovanili per poi puntare allo scudetto anche nei prossimi anni. Però in tre anni partire da zero e arrivare in una finale nazionale, penso sia un mezzo miracolo sportivo”.

Una finale che ha parlato romagnolo e nello specifico mordanese: che emozioni hai provato a dividere la scena con Panetti?
“Giocare una finale scudetto contro un mordanese: penso che sia la prima volta nella storia! Per me “Pane” non è solo un collega, è anche un amico. Veniamo dalla stessa “pancia sportiva” e penso che sia un orgoglio per tutto la realtà mordanese vedere due allenatori giovani che si contendono un titolo con grande rispetto reciproco. E credo che la pallamano del territorio avrebbe bisogno di ulteriori ragazzi giovani per poter incrementare il proprio livello. Però è stato divertente”.

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