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RASSEGNA DIALETTALE 2024

Rassegna teatrale dialettale “Giancarlo Cavina” 2024 a Bubano

E’ tutto pronto: sabato 9 novembre 2024 inizierà la 30esima edizione della tanto attesa Rassegna Dialettale, organizzata dall’associazione “La Quasi Stabile” di Bubano, che si concluderà giovedì 26 dicembre prossimo.

Il primo spettacolo sarà “Al fèri” de “La Broza Aps” di Cesena, quindi sabato 16 novembre “La bon’anma” del “Piccolo Teatro Città di Ravenna” e sabato 23 “Mo che fata parentela” de “Al nostar dialatt” di Castenaso. Sabato 30 novembre sarà il turno de “La Cumpagnì dla Zercia Aps” di Forlì con “… E sëra che canzël”, mentre dicembre si aprirà il 7 con il “Gruppo Teatrale S.Severo” di Ponte Nuovo (Ra) con “Al schêrp da fësta”. Sabato 14 sarà la volta di “Tpr Doppio Gioco Aps” di Faenza con “La buseja”, mentre nel periodo natalizio la Rassegna ha in programma “…la colpa l’è d’Arturo!” de “Gad Città di Lugo Aps” sabato 21 e “Una ziénna tîra cl’ètra…” della “Compagnia Bruno Lanzarini” di Bologna, giovedì 26 dicembre. L’inizio di tutti gli spettacoli al Teatro di Bubano è previsto per le ore 21,00.

La Quasi Stabile al completo in occasione del festeggiamento del 40° anno di attività della compagnia (2010)

Rosanna Bartolini è una delle colonne portanti de “La Quasi Stabile” di Bubano che, tra le varie attività, organizza recite e spettacoli di alto livello, oltre all’ormai tradizionale Rassegna Dialettale: “Ci tengo a precisare che l’organizzazione della Rassegna fa capo ad Alberto Montevecchi, con l’aiuto di Fausto Bordini” sottolinea Rosanna, prima di rispondere a qualche domanda in esclusiva.

Raggiunge la 30esima edizione la rassegna teatrale dialettale organizzata dalla storica associazione LA QUASI STABILE: quali sono i segreti di tal longevità?
“Trenta anni sono tanti, un’età importante a qualsiasi manifestazione la si voglia associare e proprio 30 sono gli anni passati dalla prima edizione della nostra Rassegna, che partì in sordina con un cartellone che prevedeva solo tre spettacoli. Non c’è dubbio che quella di allora fu una felice intuizione. Fu poi, principalmente l’esigenza espressa dal pubblico ad indurre “La Quasi Stabile” ad aumentare le serate fino a raggiungere il format attuale.
La Rassegna nacque con l’intento di diffondere e far amare il teatro anche agli abitanti di centri piccoli o piccolissimi e mantiene tutt’oggi l’obiettivo di offrire una valida alternativa alla solita televisione, creando puntuale occasione di incontro gioioso e di sano svago in compagnia, evadendo per un paio d’ore da quel tiro incrociato di notizie, troppo spesso poco edificanti, che radio, televisione e giornali ci somministrano quasi quotidianamente. Il successo è innegabile: il risultato più evidente è che il pubblico continua a divertirsi; un pubblico numeroso che trascorre   momenti lieti e spensierati, in un clima familiare, pieno di quel calore umano che solo il dialetto riesce ad esprimere, arrivando al cuore di tutti”.

Un carnevel in zité (2012)

La passione e la dedizione del gruppo artistico bubanese è evidente: come fate a mantenervi uniti stagione dopo stagione? Cosa vi spinge a continuare, nonostante l’età che, inesorabilmente avanza?
“L’attuale Associazione Teatrale “LA QUASI STABILE” di Bubano nasce nel 1968 dalle ceneri della vecchia Filodrammatica Parrocchiale. Conta circa una trentina di elementi, accomunati dall’amore per il teatro. Ne fanno parte persone d’ogni ceto sociale, fede e credo politico. Ciò fa sì che ci sia un forte legame fra il paese e la Compagnia stessa che iniziò la propria attività con recite di commedie comico-dialettali e che, da allora, ha sempre rappresentato opere in vernacolo, in quanto ritiene che il dialetto sia parte integrante della nostra cultura, in un momento in cui si stanno perdendo molte tradizioni, che hanno caratterizzato la storia e la lingua del nostro territorio.
“La Quasi Stabile”, inoltre, con le sue proposte e i suoi servizi, è sempre stata, e vuole continuare ad essere, una presenza importante nell’ambito ricreativo culturale del nostro paese, per un uso corretto e formativo del tempo libero. Detto ciò è facile capire come, durante gli anni, si sia cercato di superare problemi e difficoltà per amore del teatro e sempre per amore del teatro, si cerchi in tutti i modi di far sì che questa tradizione non finisca, come non finisca l’associazione”.

In Ca meja e cmenda l’Italia (2012)

Gli spettatori seguono sempre con grande divertimento e costanza le proposte de “La Quasi Stabile” che è ormai sinonimo di qualità: un ringraziamento a chi vi segue da anni?
“In tanti anni di attività, “La Quasi Stabile” ha sempre lavorato con impegno, ottenendo premi e riconoscimenti, ma l’energia e la voglia di fare sempre meglio è venuta dal nostro pubblico, che anno dopo anno, è sempre aumentato dimostrandoci fedeltà e affetto. Senza di loro, tutto il nostro lavoro non avrebbe avuto senso e a loro va il nostro più grande grazie”.

Nella 30esima edizione ci saranno otto spettacoli dal 9 novembre al 26 dicembre 2024, con inizio alle ore 21,00 con compagnie diverse, provenienti da luoghi diversi, coprendo un territorio che va da Bologna, Castenaso, Lugo, Faenza, Ravenna, Ponte Nuovo (Ra), Forlì e Cesena: tanta Romagna con qualche “ventata” emiliana: quale linea avete seguito nell’invitare le compagnie per questa edizione?
“L’organizzazione di una Rassegna Dialettale non è semplice, specie al giorno d’oggi, in cui il nostro dialetto, purtroppo, è destinato a scomparire. Alcune Compagnie storiche si stanno sciogliendo per la mancanza di interpreti, che sappiano parlare correttamente il dialetto, altre Compagnie sono in difficoltà, perché gli interpreti, in gran parte “datati” sono soggetti a vari problemi di salute. Superati questi ostacoli, la stagione 2024 si caratterizza, in particolare, per la varietà e la professionalità delle Compagnie partecipanti”.

Quasi Stabile nella commedia Tra lom e scuro (2016)

Un impegno, il vostro, che va ben oltre l’organizzazione della Rassegna, con tante ore dedicate al teatro e alla gestione complessiva?
“La storia della nostra Compagnia è una storia che ha come protagonista gente semplice che, ritrovandosi attorno ad un palcoscenico, si esprime, ride, si interroga, si conosce, si scambia esperienze e valori, cresce insieme. E, soprattutto, lavora dedicando al teatro gran parte del proprio tempo libero, per costruire scene, confezionare costumi, escogitare effetti scenici: il tutto “fatto in casa” con la collaborazione della gente del paese. Il successo di uno è il successo di tutti, si lavora per passione e non per la gloria, si va alla ricerca dei valori e non della celebrità”.

Quali sono i volti storici de “La Quasi Stabile” che recitano da anni nei vostri spettacoli?
“Nel corso degli anni penso che siano più di un centinaio quelli, che hanno recitato, a rotazione, nella nostra Compagnia, ma ce ne sono alcuni, storici, che recitano con noi fin dalle prime rappresentazioni. Per fare qualche nome: Carlo Brunori, Alberto Montevecchi, Bruna Taroni, Elviro Montevecchi, Loretta Lanzoni, Fausto Bordini, Nicoletta Randi e molti altri di cui non sto a fare i nomi, per non dimenticare nessuno”.

Un ricordo del compianto Giancarlo Cavina a cui è dedicata la Rassegna dialettale?
“La nostra Rassegna, quando nacque, fu intitolata a Don Giovanni Perletti, storico cappellano di Bubano, che aveva iniziato i nostri giovani all’amore per il teatro. In un secondo tempo è stata dedicata a Giancarlo Cavina, uno storico interprete de “La Quasi Stabile”, purtroppo scomparso prematuramante e del quale non vogliamo vada persa la memoria”.

Crema e suzezza a Predappio (2016)

Come è possibile prenotarsi per gli spettacoli?
“E’ possibile prenotarsi telefonando al 347-5295782, oppure recandosi alla Casa del Giovane, in via Chiesa, 18 a Bubano (dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18)”.

Un invito ai lettori di Imola.it a partecipare agli spettacoli della nuova Rassegna Dialettale?
“Una Rassegna, che arriva alla sua trentesima edizione è già una garanzia di serietà, impegno e qualità. Siamo certi che, come per le passate edizioni, la qualità e la preparazione dei vari gruppi amatoriali, unite ad una buona organizzazione tecnica, non mancheranno di ottenere un caloroso successo: insomma, una Rassegna da non perdere! Vi aspettiamo numerosi!”

Per Imola.it
Carlo Dall’Aglio

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