Home Notizie LE NUOVE FRONTIERE DEL DIRITTOIA ED ETICA: LE LINEE GUIDA DEL VATICANO

LE NUOVE FRONTIERE DEL DIRITTOIA ED ETICA: LE LINEE GUIDA DEL VATICANO

Recentemente, la Santa Sede ha introdotto nuove linee guida sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale, indirizzandole e conformandole agli insegnamenti morali della Chiesa. Ne parliamo in questa sede poiché riteniamo che vi siano spunti e linee di indirizzo generale valide.

Il Vaticano, nel suo ruolo di guida morale per milioni di persone in tutto il mondo, ha riconosciuto che l’IA deve essere trattata con cautela e responsabilità, rispettando una serie di principi etici. Le linee guida del Vaticano non sono vincolanti dal punto di vista giuridico, naturalmente, ma offrono uno spunto fondamentale per un dibattito che coinvolge i legislatori e potrebbero stimolare gli Stati membri a introdurre normative specifiche per l’utilizzo etico dell’IA. In Europa, ad esempio, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) già stabilisce principi di protezione dei dati, ma l’adozione di un regolamento specifico per l’IA potrebbe essere necessaria per rispondere alle nuove sfide poste dalla tecnologia.

Tra i principi fondamentali delineati dalle linee guida del Vaticano troviamo la responsabilità e la trasparenza: il Vaticano esorta alla creazione di sistemi di IA che siano trasparenti e facilmente comprensibili, in modo che le decisioni prese da tali sistemi possano essere verificate e, se necessario, modificate. L’assenza di trasparenza, infatti, potrebbe compromettere i principi di giustizia e equità.

Il decreto oltretevere sottolinea che i sistemi di intelligenza artificiale devono essere finalizzati al servizio dell’uomo, non possono superarlo o sostituirlo, garantendo il rispetto dell’autonomia e del potere decisionale umano. L’IA può affiancare l’essere umano nel processo decisionale, ma le decisioni ultime devono rimanere di competenza (e responsabilità) umana. Questo principio di antropocentrismo, dunque, implica che l’IA debba essere vista come uno strumento per potenziare le capacità dell’individuo, senza mai usurpare il suo ruolo centrale.

Il documento stabilisce anche specifici divieti riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. È vietato utilizzare l’IA per compiere atti discriminatori, violare i diritti umani o causare danni psicologici o fisici. Viene inoltre espressamente proibito l’uso di IA che impedisca l’accesso delle persone con disabilità a determinati servizi o che contravvenga ai principi di inclusività. Un altro divieto riguarda la sicurezza dello Stato, posto che l’utilizzo dell’IA deve sempre rispettare l’ordine pubblico e non interferire con le funzioni istituzionali. Un altro aspetto cruciale riguarda la responsabilità legale degli sviluppatori e dei produttori di IA. Se un sistema di IA dovesse causare danni o violazioni dei diritti fondamentali, potrebbe essere difficile stabilire chi sia responsabile: il programmatore? L’azienda che ha sviluppato l’algoritmo ? O l’utente finale per omessa verifica e vigilanza o controllo ? Il Vaticano, pur non entrando direttamente in questo complesso e delicato campo, suggerisce che la responsabilità morale dovrebbe ricadere sempre su chi sviluppa e impiega la tecnologia, sollecitando peraltro, a monte, la creazione di normative che definiscano le responsabilità in caso di malfunzionamento o abuso. Questo anche, e soprattutto, per la tutela di chi vi operi o di chi (magari terzo) subisca gli effetti dell’operare dell’IA.

Le Linee Guida prevedono infine la costituzione di una Commissione sull’Intelligenza Artificiale, nominata dal Presidente del Governatorato. Questa commissione avrà il compito di redigere leggi e regolamenti attuativi, monitorare l’impatto dell’IA, e fornire pareri sulle proposte di sperimentazione della tecnologia nel territorio vaticano. La commissione avrà anche il compito di identificare i potenziali rischi associati all’uso dell’IA e di redigere relazioni semestrali sull’impatto di queste tecnologie (che, come ben noto, evolvono sempre, comunque ed inesorabilmente. Anche ora mentre si stanno redigendo questi appunti).
Avv. Filippo Martini

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