DIRETTIVA EUROPEA
Europeo la cosiddetta Direttiva sulle case green, Energy Performance of Buildings Directive. Il provvedimento è entrato in vigore il 28 maggio 2024 e da quel momento i ventisette stati membri dell’UE avranno due anni di tempo per predisporre piani nazionali di ristrutturazione degli edifici e conformare il loro ordinamento interno, in modo da raggiungere entro il 2050 un sistema immobiliare ad emissioni zero.
Gli obiettivi da perseguire sono:
- riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 22% entro il 2035
- tutti i nuovi edifici dovranno essere a zero emissioni dal 2030.
- la produzione di acqua calda, che rappresenta una delle principali fonti di consumo energetico, dovrà essere adeguatamente considerata nelle ristrutturazioni edilizie a partire dal recupero del calore dagli scarichi di acqua calda.
La direttiva prevede anche la predisposizione da parte degli Stati Membri di piani dettagliati per l’eliminazione graduale dell’uso dei combustibili fossili nel settore del riscaldamento e raffreddamento, con l’obiettivo finale di eliminare completamente caldaie alimentate da questi ultimi entro il 2040. Comunque dal 1 gennaio 2025 non possono più essere previste sovvenzioni per l’installazione di caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Gli Stati dovranno inoltre introdurre un sistema di passaporti di ristrutturazione entro maggio 2026. Questo sistema è su base volontaria, può essere utilizzato dai proprietari di unità immobiliari, e costituisce una tabella di marcia su misura per la ristrutturazione profonda di un determinato edificio, in un numero massimo di fasi che ne miglioreranno sensibilmente la prestazione energetica. Il passaporto verrà rilasciato in formato digitale in seguito ad una visita sul posto.
Un paese come l’Italia, con un elevato debito pubblico, dovrà tenere bene in considerazione le modalità di incentivazione economica degli interventi.
Sul reperimento delle risorse economiche necessarie la Direttiva nulla dice di concreto, lasciando ampio margine di discrezionalità ai singoli Paesi.
In seguito a questa Direttiva Europea sarà quindi necessaria un’azione di sensibilizzazione a tutto campo.























