Dopo due anni dalla storica decisione diocesana dell’Unità pastorale tra Bubano e Mordano, avvenuta ufficialmente il 28 agosto 2022, Don Antonio Commissari può tracciare i primi riscontri sia a livello parrocchiale che di gestione.
Giunto a Bubano il 9 settembre 2018 dopo 10 anni a San Patrizio e Spazzate Sassatelli (con una breve parentesi a San Lorenzo di Lugo e Ascensione), Don Commissari, nipote del noto Don Leo, ha concluso la prima fase di “transizione” delle due parrocchie e può sottolineare le principali conseguenze che questa Unità ha portato (finora) con sé.

Don Antonio Commissari, quali sono i principali valori per cui è importante proseguire nell’Unità parrocchiale tra Bubano e Mordano?
“Da due anni sono parroco sia di Mordano che di Bubano e comincio a conoscere le realtà delle due parrocchie. Ognuna ha le sue peculiarità, ma lavorare insieme non significa annullare le ricchezze, ma metterle in circolo per un beneficio reciproco. E’ un percorso che tante realtà parrocchiali stanno vivendo da tempo ed è un processo che si verifica anche a livello sociale. Forse è un passaggio obbligato, perché cala il numero dei sacerdoti e anche quello, ad esempio, dei catechisti e dei praticanti. Ma visto così sembra una forzatura. Direi piuttosto che è frutto di questo “cambiamento d’epoca”, come ama dire papa Francesco”.
Questa scelta non è stata condivisa da tutti: cosa può rispondere alle critiche?
“Ci sono sempre i pro e i contro in ogni scelta e adesso non è tempo di dare risposte. I frutti di questo lavoro congiunto ancora non si vedono, se non in minima parte. Lasciamo tempo al tempo e guardiamo con fiducia al futuro. Ogni scelta di cambiamento comporta rinunce a quanto si faceva nel passato e in questo caso, ad esempio, dobbiamo uscire da una parrocchia pensata dentro i propri confini parrocchiali, per allargarsi a una realtà più grande e diversa. Confido nella maturità dei parrocchiani e io come parroco mi impegno a valorizzare i doni e le qualità sia di Bubano che di Mordano”.

Già tante le attività condivise, a partire, innanzitutto, dalle scuole per l’infanzia, per poi passare dai gruppi giovanili. Qualcosa si muove?
“Partire dal lavoro nelle due scuole materne è un passo fondamentale: si ottimizzano le risorse, sia quelle umane, che quelle economiche. Ogni realtà ha sempre qualcosa da imparare e da insegnare alle altre. Poi c’è il mondo giovanile: penso all’ACR e ai giovanissimi. Da un anno stiamo programmando insieme parte degli incontri ed è in progetto l’unione di alcune fasce di età. I giovanissimi, cioè i ragazzi delle superiori, si incontrano da qualche anno anche insieme ai ragazzi di Massa Lombarda. Passando agli adulti, il gruppo famiglie di Bubano ora ospita anche coppie di Mordano e assicuro che fa bene a tutti questa condivisione! Insomma, qualcosa si muove…”

Ed è evidente il successo del campo estivo parrocchiale, tornato in auge dopo diversi anni di assenza: una valida proposta per tante famiglie con i figli in età delle scuole elementari?
“Sono molto soddisfatto per il campo estivo residenziale sia a Mordano che a Bubano: abbiamo dato la possibilità alle famiglie di iscrivere i loro bambini per tutti i mesi di giugno e luglio. Devo dire grazie ai tanti educatori, sia maggiorenni che minorenni, che lo hanno animato. E alle scuole materne, che si sono prese in carico l’organizzazione. Dopo il periodo del covid, era necessaria una nuova proposta estiva dalle parrocchie ed è arrivata finalmente quest’anno, per la prima volta dalle due parrocchie insieme”.

E’ iniziato, nel frattempo, l’anno scolastico delle scuole dell’infanzia di Bubano e Mordano: si ritiene soddisfatto delle iscrizioni?
“Anno con tante iscrizioni alle scuole materne, perché risentiamo positivamente dell’incremento demografico dovuto anche alla diffusione del covid del 2020. Però questo è segno di una rinnovata fiducia nelle nostre scuole. Dovremo anche aspettarci in futuro “anni di magra”, ma intanto lavoriamo forte in questo anno scolastico per meritare la stima dei genitori”.
Le feste parrocchiali hanno riscosso un rinnovato interesse da parte di giovani e di meno giovani: qual è il segreto?
“Le realtà di Mordano e Bubano abbondano di feste, sia in parrocchia che non. C’è davvero una grande attività nei nostri paesi, segno di un volontariato che ancora è vivo. Anche qui il segreto è non chiuderci nel nostro orticello, ma aprirci alle altre realtà di volontariato. Se non ci sarà in futuro questo spirito di collaborazione, anche le feste parrocchiali faranno sempre più fatica a trovare energie. E’ bello vedere giovani e meno giovani che si adoperano per le feste sotto il campanile, come anche in quelle organizzate da associazioni o comitati locali. Faccio un esempio: il Palio del Torrione a Bubano e la Festa dell’Agricoltura a Mordano sono l’emblema di questa collaborazione trasversale dei volontari, al di là di una appartenenza religiosa o politica. Questo vale anche per le due feste parrocchiali di S. Antonio”.

Quali sono i principali progetti in divenire delle due parrocchie?
“Come già accennavo, ci sarà una collaborazione sempre più stretta fra le scuole materne e nei gruppi di Azione Cattolica, con uno sguardo rivolto anche alle parrocchie fuori dal nostro Comune. Un aspetto che sottolineo è anche la collaborazione con il Comune di Mordano: in una realtà piccola come la nostra è bene avere uno sguardo d’insieme sulla realtà locale, dialogando con il Sindaco e le istituzioni”.
Per Imola.it
Carlo Dall’Aglio






















