Home Pallamano EMANUELE PANETTI AL MERANO IN A1 NEL 2025/26

EMANUELE PANETTI AL MERANO IN A1 NEL 2025/26

Da Merano arriva una notizia clamorosa: il 32enne coach mordanese Emanuele Panetti è stato scelto ufficialmente dai Black Devils per guidare la prima squadra in serie A1 di pallamano a partire dalla stagione 2025/2026.

Attualmente Panetti ricopre il ruolo di vice allenatore alle spalle della leggenda locale Jurgen Prantner con cui ha condiviso anche l’avventura ai Mondiali in Danimarca nello staff tecnico del d.t. Riccardo Trillini.


Dopo tutta la trafila nel vivaio del Romagna con tre scudetti giovanili conquistati e diversi anni in categorie senior, per Panetti parecchi anni di gavetta, inizialmente sotto la guida del decano degli allenatori italiani Domenico Tassinari, nei settori giovanili e qualche campionato senior di Romagna, Faenza, Bologna, Valsamoggia, l’approdo qualche anno fa a Merano (con tanto di scudetto under 15 nel 2024), fino al ruolo di assoluto prestigio in Nazionale al Mondiale appena concluso.

Prantner lascia Merano, dunque, dopo ben 7 anni (più una clamorosa carriera da giocatore, per concentrarsi maggiormente sul suo ruolo di assistente allenatore nel nuovo corso della Nazionale. A Merano per lui uno scudetto da coach e la chicca unica in Italia: è l’unico Azzurro ad avere partecipato agli unici due Mondiali Azzurri, nel 1997 in Giappone come ala in campo e nel 2025 in Danimarca come vice coach.

Questo l’incarico ufficiale del club meranese: “Con Emanuele Panetti, il club punta su un giovane successore ben preparato. Il 32enne porta con sé non solo una grande competenza tecnica, ma anche una profonda identificazione con il club e si è preparato intensamente per il suo nuovo ruolo negli ultimi due anni. La dirigenza è convinta che Panetti continuerà coerentemente il percorso intrapreso dai Black Devils e porterà nuove idee”.

Nella fase finale della stagione in corso, Panetti proseguirà il proprio lavoro come primo assistente di Prantner, alla ricerca di un posto nei playoff, con un pensierino pure al 2° scudetto per il club meranese.

Emanuele Panetti, per Lei, un momento davvero magico, dopo l’esperienza ai Mondiali?
“Non ci sono parole per descrivere cosa è stato questo evento. Sono e sarò sempre grato al d.t. Trillini per avermi dato questa opportunità! Mi sono fatto trovare pronto, un lavoro di staff incredibile con Prantner, Malavasi, lo staff medico e tutti al lavoro giorno e notte! Tante notti ho fatto le “ore piccole”, da solo in sala riunioni, ma volevo fare il mio lavoro al top per far sì che i ragazzi si svegliassero con tutte le informazioni pronte! Il resto un sogno, potrei scriverci un libro. Il massimo della gioia è stato l’inno applaudito da tredicimila persone e noi lì al centro del campo, ci siamo presi la simpatia del pubblico di casa non solo per la favola ma anche per aver portato Idee interessanti. Abbiamo avuto l’occasione di giocare e vivere con i giocatori più forti del mondo e tutto questo l’ho vissuto con degli amici, con una squadra incredibile e sopratutto sono riuscito a viverlo con Davide Bulzamini, uno dei miei migliori amici”.

Poi la proposta di Merano che ha spazzato tutte le altre?
“Preparare le partite del Mondiale con lo staff è stato come partecipare ad un “master coach”, ma ho avuto la sensazione che si parlasse di me soprattutto come match analyst e scout, mentre io avevo voglia di mettermi in gioco di nuovo come head coach e volevo una sfida. Sono arrivate molte proposte dopo il Mondiale e una mi aveva anche convinto. Ma quando la dirigenza di Merano mi ha comunicato che Jürgen avrebbe lasciato la panchina e che tutti insieme volevano me come successore, beh, sinceramente, non ci ho messo molto a decidere. Da quando ho scelto di fare questo mestiere ci ho sempre messo tutto me stesso: se fai un lavoro che ami lo fai più volentieri! Non ho avuto paura di lasciare il mio lavoro per inseguire il sogno e lavorando sodo, col massimo impegno e studiando tanto ci sono riuscito. E non nascondo che aver avuto la possibilità di confrontarmi con tanti grandi allenatori mi ha dato tanto”.

A chi dedica tutto questo?
“Lo dedico a tutte le persone che hanno creduto in me: continuerò a lavorare sodo per non pormi limiti! Per renderli orgogliosi”.

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